Ripensare l’ETF: uno strumento, non una strategia

Market insight
12.06.2026
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Innanzitutto, si tratta di una questione di definizione. Gli ETF vengono ancora spesso equiparati alla gestione passiva, anche se questa visione è ormai ampiamente considerata superata. In realtà, un ETF è semplicemente uno strumento – un “contenitore” – che può essere utilizzato indipendentemente dalla strategia di investimento sottostante.

Ciò che è innovativo non è lo strumento in sé, ma il contenuto con cui viene combinato. Gli ETF attivi consentono ora di integrare strategie di gestione attiva in un formato precedentemente riservato al tracking degli indici.

Ciò riporta in primo piano il ruolo del gestore del fondo: selezione dei titoli, allocazione degli asset e gestione del rischio, perseguite con il chiaro obiettivo di ottenere una sovraperformance a lungo termine rispetto a un indice.

I dati indicano un rapido tasso di adozione, ma c’è ancora un notevole margine di espansione. Secondo Morningstar, il patrimonio gestito in ETF attivi in Europa è aumentato da 30 miliardi di euro nel 2023 a poco meno di 77 miliardi di euro alla fine del 2025, con una crescita prevista a oltre 1.000 miliardi di dollari entro il 2030.

Insieme a questo slancio, c’è un forte bisogno di formazione. Molti investitori continuano a considerare gli ETF come l’opposto della gestione attiva, anche se i due approcci sono ormai complementari.

È proprio qui che entrano in gioco le società di gestione patrimoniale: per spiegare che gli ETF attivi non rappresentano una rottura del quadro distributivo della gestione attiva, ma piuttosto un’evoluzione.