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Welcome to France!

MONTHLY INVESTMENT BRIEF

MAGGIO 2021

 

Laurent Denize

Laurent Denize,
GLOBAL CIO

Restiamo costruttivi sul mercato azionario nel corso dei prossimi 6-12 mesi

La tassazione di società e individui negli USA dovrebbe aumentare durante i prossimi 12-18 mesi.

 

L’imposta sulle società dovrebbe aumentare nell’ambito del Piano americano per l'impiego. Tra le altre cose, questo piano prevede un aumento dell'aliquota fiscale dal 21% al 28%, nonché un’imposta minima più alta sugli utili esteri. Abbiamo già ampiamente commentato l’impatto stimato sugli utili (una riduzione del 10% circa) che resta al momento quasi completamente ignorato dagli investitori, dato che il momentum di crescita è forte.

Per quanto riguarda invece l’evoluzione dell’aliquota fiscale per gli individui, la riforma si potrebbe rivelare più pericolosa per i mercati azionari. Nell’ambito del cosiddetto “American Families Plan”, Joe Biden propone di rialzare il tasso marginale al 39,6% per i contribuenti che guadagnano almeno 400.000$ e di aumentare inoltre in modo considerevole l’aliquota fiscale sulle plusvalenze per coloro il cui reddito supera un milione di dollari, facendolo passare da un tasso base del 20% al 39,6%. L’imposta del 3,8% sul reddito da investimenti che finanza l’Obamacare sarebbe mantenuta, portando così l’aliquota fiscale totale sulle plusvalenze al 43,4% per questo gruppo di contribuenti. Saremmo quasi tentati di dire “Welcome to France”! Quest’aumento rischia di avere delle importanti conseguenze. In effetti, per chi riceve oltre un milione di dollari, il cambiamento proposto dell’aliquota fiscale sulle plusvalenze riporterebbe questo tasso al livello prevalente alla fine degli anni ‘70. Tenendo conto della valorizzazione attuale delle azioni, sembra difficile credere che un simile cambiamento non scateni nel breve termine una vendita di azioni per garantire guadagni ad aliquote più favorevoli.

Abbiamo individuato altri rischi che potrebbero limitare le prospettive di rialzo degli attivi rischiosi (nuove varianti, “tapering” negli USA, inasprimento delle condizioni di credito in Cina, ...), ma nessuno sembra essere ancora particolarmente rilevante. Di conseguenza, restiamo costruttivi sulle azioni nel corso dei prossimi 6-12 mesi, e raccomandiamo agli investitori di continuare a sovrappesare le azioni rispetto alle obbligazioni. All’interno delle azioni preferiamo i segmenti scontati rispetto ai titoli growth, i settori ciclici rispetto a quelli difensivi e le azioni di piccole e media capitalizzazione, anche se l’aggiustamento della performance delle piccole capitalizzazioni è già in parte svanito. D’altro canto, continuiamo a vendere dollaro americano.

Quanto alle azioni mondiali, manteniamo una sovraesposizione alle azioni fuori dagli USA (Europa ed emergenti) in un’ottica di recupero. Ammettiamolo, il ritardo accumulato non era previsto a inizio anno.

Infine, manteniamo una duration debole nei portafogli e limitiamo la nostra esposizione credito ad obbligazioni high yield corte. Come avrete compreso, pensiamo che la rotazione (chiamiamola ciclica) si rimetterà a posto. In questo senso, rivediamo al rialzo la ponderazione delle banche con una prospettiva più globale per cogliere il cambiamento radicale del settore, più orizzontale che verticale. Pagamenti, finanza digitale, FinTech: le promesse dell’alba finanziaria, questa volta, non dovrebbero essere tradite. I dati del ROE di Goldman Sachs del 30% illustrano un contesto favorevole alle banche. A 0,6 volte il valore contabile del settore in Europa, è sempre il momento giusto per riposizionarsi.

 

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